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Nov

Quanto è difficile (o facile) far ridere?

Siamo seri per una volta (lo saremo anche più in là) e pensiamo a come far ridere. A volte bastano due parole, a volte un’occhiata, altre volte serve creare il momento della risata. Ma è così facile? Siamo seri (di nuovo) e ragioniamoci su.

Far ridere con una barzelletta

La barzelletta è il classico. Ne sai tantissime, magari non le racconti nemmeno più, però faresti faville a una cena con amici. Magari con il capo reparto devi stare più attento, ma quante ne sai? E quante ti hanno fatto ridere? Forse le hai sentite da bambino, o da ragazzo, dipende dall’età. Il colmo per un idraulico? Avere un figlio che non capisce un tubo. OK, tempo fa faceva anche ridere, intorno ai 10 anni di età. Ma oggi no. Oggi devi andare oltre.

Ridere per l’inaspettato

Spesso il senso della barzelletta è l’inaspettato. Una storia che ti tiene sul filo del rasoio finché non arriva la battuta. Perché la barzelletta non è tutta divertente. È il finale che fa ridere, spiazzando, sparigliando la tensione che hai creato. E allora? Allora dai, cerca una storia strappalacrime e falla diventare divertente. Irriverente forse, ma che faccia quell’effetto di inaspettato che scombussoli i neuroni per farli entrare in una scossa di riso. Ma come?

Come creare il pathos

Storia semplice. Pierino era il nostro must a suo tempo, oggi non tira più. Anche perché avrà cent’anni. Come si crea l’effetto “ridarella”? Non lo sappiamo in realtà, ma vi proponiamo questa storia su maglietta. Una storia che sembra andare verso un finale strappalacrime, e che mantiene la sua promessa. Solo che le lacrime sono per le risate. Capite come si può far ridere? Serietà, fino alla fine. E poi il colpo di grazia finale.

Diversi tipi di umorismo

Se da una parte c’è la creazione di una situazione seria per puntare alla battuta finale, dall’altra c’è un genere di humor che in Italia è mal visto. Parliamo dell’humor inglese. Spesso in questo genere la battuta finale non ha come effetto lo scoppio di una risata, ma una mano sulla fronte e l’espressione “Diomio”. Però sdrammatizza, fa ridere comunque. In che modo? Si tratta di un modo di far ridere che non fa ridere, ma mette allegria.

Ma se prendo per culo uno “sfigato”? Ok, sei bravo, sei un genio. Un po’ come raccontare barzellette stupide dicendo “culo” a un bambino di 6 anni. Ma non fai ridere, diventi più sfigato di lui. Perché scherzare sulle disgrazie altrui, per persone fragili, è peggio che fare i seri davanti a un clown. Che si sa, il clown è di per sé triste, ma fa ridere per questo. Non prendete per i fondelli (volevo dire culo ma non si può scrivere) chi ha meno fortuna di voi. Domani potreste essere come lui.

Ma su cosa si scherza allora? Su tutto. A determinate condizioni si può scherzare su tutto. E far ridere. Ma occhio a non andare oltre il limite del buonsenso. Non puoi raccontare la barzelletta delle banane e del bollino in un convento. In Sardegna diciamo che non si parla di corde in casa dell’impiccato. Ovvero, occhio a non urtare la sensibilità altrui. Sui social è permesso tutto, ma cercate il limite e sforzatevi di non superarlo.

Attenzione ai fanti e ai santi

Quando si vuole far ridere, si chiamano in causa i fanti e i santi. “Scherza coi fanti ma lascia stare i santi” recita un vecchio adagio. Eppure è proprio sui santi che puoi scherzare di più. Ma non toccarli, perché se ti trovi di fronte un credente e praticante cristiano, sei nella merda. Noi abbiamo una serie sui “Vangeli scassati” che al momento sono in stand by. Ma li pubblicheremo. Sono la rivisitazione del Nuovo Testamento (per chi crede, i Vangeli) e valuteremo se proporli o meno. Anche per quanto già detto sopra. Però vi dico una cosa: fanno ridere.

E allora?

Sessanta minuti (vecchissima battuta). Allora per far ridere serve essere allegri, tristi, così così. A volte è dalla tristezza, dalla depressione, che viene fuori il meglio di una persona. Avete presente Robin Williams? Uno degli attori più divertenti della commedia cinematografica, divertente anche nella vita reale, a quanto pare. Eppure si è saputo che fosse depresso. A volte è il fondo che ti spinge a sollevarti. A volte è la tristezza che ti spinge a voler vedere ridere gli altri. A volte… non sottovalutate mai chi vi fa ridere, potrebbe essere lì per lanciarvi un segnale. A presto cari.

Aspettiamo le vostre storie, come sempre.

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