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Chi è Tommaso Landini, il vincitore del contest di gennaio 2024

Siamo lieti e felici di presentarvi il vincitore del contest di gennaio 2024. Ogni mese scopriamo un nuovo autore, entrando nel suo mondo e facendo entrare lui (o lei) nel nostro. Ecco a voi l’intervista a Tommaso, uno che con la scrittura ha confidenza, ma scopritelo leggendo le sue risposte alle nostre quasi irriverenti domande.

Salame di Felino

Un titolo che a molti ricorda un particolare salame, prodotto a Felino, ma siamo sicuri che qualcuno, almeno una volta nella vita, si sia domandato il perché di quel nome. Be’, ora lo sapete, ma cercate la storia nello store. E ricordate che il contest per marzo è ancora aperto, e che stanno per iniziare le votazioni di quello di febbraio. E ora la parola a Tommaso.

Chi è Tommaso Landini e per quale motivo hai partecipato al contest?

Tommaso Landini è un eterno ragazzo di (quasi) 41 anni, che vive nella Bassa Reggiana e lavora in banca da quasi 18. Ho partecipato a questo contest perché me lo ha fatto conoscere un amico, e per cimentarmi in qualcosa di diverso dal solito.

Scrivi abitualmente o sei un creatore occasionale di storie?

Scrivo abitualmente da diversi anni. Ho collaborato parecchio tempo come cronista con la Gazzetta di Reggio, e poi sono passato alla letteratura. Ho al mio attivo tre romanzi gialli e tre raccolte di poesie.

Hai pubblicato romanzi e poesie, cosa ti spinge a scrivere e quale obiettivo vorresti raggiungere?

Mi spinge innanzitutto una sorta di auto-esigenza: quella di comunicare me stesso e il mio mondo interiore. E poi, in generale, mi piace raccontare storie. Il mio obiettivo? Quello di raggiungere un numero di lettori sempre maggiore. Se poi potessi campare di scrittura, quello per me sarebbe come un 6 al Superenalotto

La nostra sede legale è in aperta campagna, una località che si chiama “Campu Squiddu”, che in italiano suona come “Campo degli uccelli”. Uno di questi uccelli ci ha spifferato che stai lavorando a un nuovo libro. Vuoi parlarcene o facciamo grive di spione?

Ve ne parlo volentieri! Entro la metà di marzo uscirà “Sepolcri imbiancati”, il mio quarto romanzo, edito da Pav Edizioni. È un giallo, ambientato come i tre precedenti a Reggio Emilia. Quindi trama avvincente e incalzante, ma non solo: tra le righe si parla anche di un argomento molto importante e delicato. Ma non posso dirvi di più, altrimenti vi rovino il gusto della lettura. Se volete rimanere aggiornati sulla data di uscita, e su tanto altro, vi consiglio di seguire i miei social

Il nostro motto è “Fatti ridere in faccia”. A te piace far ridere?

Moltissimo, lo adoro. Perché credo che una sana risata faccia bene alla mente, al cuore, e forse anche al corpo; ed essere motivo, causa, di un sorriso o di una risata, è per me una grandissima soddisfazione. Non solo: fa parte del mio modo di essere dare sollievo agli altri attraverso una battuta o una facezia. Per questo ho scritto diversi racconti umoristici, che però non ho ancora pubblicato. In generale, comunque, in ogni cosa che scrivo, anche nei gialli, mi viene spontaneo inserire un  po’ di umorismo, di sarcasmo.

Secondo te è facile fare ridere, e quale pensi sia il modo migliore?

È difficilissimo, per tutta una serie composita di motivi, a partire dal fatto che l’umorismo, la risata, è qualcosa di molto personale: ciò che fa ridere te, potrebbe non far ridere altri. E poi, soprattutto al giorno d’oggi, è facile che qualcuno si senta offeso da quella che, magari, voleva essere una semplice battuta. Non so se esista un “modo migliore”, una ricetta giusta. Posso però dire quel che vale per me, quello che cerco di fare io. Io cerco sempre di trarre spunto dalla quotidianità, da ciò che accade a me o che vedo succedere, e poi lo racconto a modo mio, magari “romanzando” un po’, aggiungendo un tocco di humour. Anche l’autoironia in genere funziona tantissimo.

Hai già pubblicato storie che vadano oltre una storia brevissima e pure poesie. Come è andata?

Nel complesso devo dire bene, sotto ogni punto di vista. Se devo citare l’aspetto che ho preferito, è stato quello della connessione che si è creata tra me e il pubblico presente alle molte presentazioni dei miei libri che ho effettuato sul territorio. Questo è valso sia per la poesia che per i romanzi. Ovviamente punto a fare sempre di più e sempre meglio, vediamo se ne sarò capace!

Da autore, sicuramente, hai anche la passione per la lettura: a parte le storie ironiche, hai preferenze di genere?

Assolutamente sì: credo fermamente che, per essere un buon scrittore (o almeno provarci) si debba essere lettori forti. Le mie preferenze vanno ai generi giallo, thriller e noir, ma non disdegno autori di altro tipo come, ad esempio, John Fante, Jack Kerouac e Stephen King, che sono tra i miei scrittori preferiti.

Dylan Dog, un personaggio della scuderia Bonelli, si proteggeva dagli orrori quotidiani con l’ironia e l’autoironia. Pensi che sia possibile nella vita reale?

Sono un fan sfegatato di Dylan Dog (posseggo la collezione completa e originale dal n.1 al 400), lo cito spesso nei miei romanzi, e quindi non posso che dargli ragione. Credo che proteggersi dalla quotidianità con l’ironia e l’autoironia non solo sia possibile, ma indispensabile: serve a sopravvivere, anzi, a vivere bene. L’ironia è l’arma più potente al mondo, seconda solo all’amore

Domanda a trabocchetto: perché bisogna amare i lunedì?

Risposta ironica: perché Vasco dice di odiarli. Io sono fan di Ligabue, quindi faccio il contrario di quel che dice Vasco! Scherzi a parte: bisogna amarli, o perlomeno sforzarsi di farseli piacere, perché vedere le cose, soprattutto gli inizi (inizi di settimana in questo caso) sotto una luce positiva, aiuta a viverli meglio.

Fatti una domanda e dacci una risposta.

DOMANDA: Sono un “vero” scrittore, oppure no?
RISPOSTA: La risposta è difficile e soprattutto composita. Non sono un vero scrittore, se per “vero” si intende “professionista”, uno che, per dirla da bar, mangia con la scrittura. Credo invece di esserlo se per “vero” si intende qualcuno che si approccia alla scrittura e alla narrazione in modo serio, autentico, sincero e, per quel che riesco, competente.

Le opere letterarie di Tommaso

Ostacoli” (il mio terzo romanzo), “Grazia” e “Radici” (il mio secondo e il mio terzo libro di poesie) li trovate online su tutti i maggiori siti di acquisto (Amazon, Ibs, ecc) oppure sui siti delle rispettive case editrici (Rossini editore, Argento vivo edizioni, Il cuscino di stelle)

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