22

Nov

Ritorna Il Nulla, rieditato in formato T-ShortS

Chissà chi di voi si ricorda dell’avventura de Il Nulla, il libro vuoto che scalò le classifiche di Amazon per una semplice azione di trollaggio ma che, a suo modo di vedere, voleva far pensare. E questo vizio di far ridere e pensare a quanto pare non ci è passato.

Cosa è Il Nulla?

Nato per caso, a seguito dell’idea di mandare manoscritti vuoti agli editori per capire se effettivamente li leggono, divenne in realtà lui stesso libro. Venduto (si fa per dire) in offerta a zero euro riuscì a piazzarsi ai primi posti delle classifiche di Amazon con sole 250 copie scaricate. Sembrerebbe una cosa normale, ma non lo è, perché il libro conteneva 345 pagine bianche, oltre all’introduzione. Fece parlare, allora, e in rete sono rimaste tracce di quella spettacolare avventura.

Il Nulla su T-ShortS

Non potevamo farci mancare nulla, quindi abbiamo deciso di pubblicare, sui nostri prodotti, un estratto de Il Nulla. Certo, farebbe ridere riportare tutto, ma pensiamo che basti un estratto a caso dalle 345 pagine bianche che lo compongono. Ovviamente l’estratto è stato adeguatamente rieditato per rientrare nei canoni delle nostre storie. Già questo, per chi lo conosce, sarebbe un qualcosa che strappa un sorriso. Per chi non lo conosce, venne riassunta la sua avventura sul blog di Giulio Mozzi (Vibrisse).

Ma cosa c’era dentro?

Possiamo riportare l’unica cosa sensata scritta in quell’abominio di nulla, ovvero l’introduzione. Semplice, secca, asciutta, come deve essere un’introduzione al nulla. Il tema? La pagina bianca, la paura di ogni scrittore, la crisi più spaventosa per chiunque debba o voglia cimentarsi nella scrittura. Ve la proponiamo:

La crisi che attraversa ogni scrittore almeno una volta nella vita. Minuti infiniti che scorrono vischiosi sulle pagine di un libro. L’apologia del vuoto che accompagna la disperazione. Cosa resta a un uomo, quando ormai non ha più niente?
Un’opera unica nel suo genere: 345 pagine di NULLA
Da leggere.

(Il Nulla – sinossi)

Prologo

Una mattina di fine novembre ero intento a cercare qualche espediente per una delle mie storie, nella speranza di riuscire a portare avanti il libro della vita. Il progetto era pronto da qualche settimana, la traccia era completa, ma la trama non voleva andare avanti. La mia mente era sballottata tra inutili descrizioni e scene troppo rapide per dare un ritmo omogeneo al racconto.
Scrivere, cancellare, scrivere ancora e cancellare di nuovo.
Avevo sentito parlare del blocco dello scrittore fin dalle scuole superiori. Ho sempre pensato che fosse una leggenda metropolitana, un argomento come un altro da trattare in un romanzo o in un film.
“Tutto andava bene, fino alla fine dell’ultimo romanzo, dopo il quale Steve non riusciva più neanche a redigere la lista della spesa. Le parole scappavano, quasi disperse nel labile spazio che divideva il pensiero dal movimento delle dita sulla tastiera.
Scomparse. Forse perse in quel breve tragitto.
Magari squarciando la pelle del braccio le avrebbe trovate li. Le avrebbe potute osservare mentre si scioglievano sui fasci muscolari come zucchero sul tessuto di un divano in una giornata estiva. Non aprì la carne, non ne aveva il coraggio. Però l’idea che fossero ancora li cominciò a diventare una maliarda ossessione…”
Ecco, potrebbe essere un buon inizio per raccontare di un uomo e la sua crisi. Forse impazzirà, finirà suicida o magari, perché no, farà il presidente illuminato di una piccola nazione. Ma così no, non è ancora niente. Ti fermi a pensare: cosa può dare una scossa al tuo romanzo? La parola mistero? Certo, ma serve una forma più edotta, meno inflazionata.
Arcano
Dovrà fare sfoggio di sé già nel titolo. Lo infili lì, senti che sei sulla strada giusta. Riprendi a scrivere ed ecco che quel vuoto torna. Hai già usato quel termine tre volte in dieci righe. Sinonimi, servono i sinonimi.
Rapisci al vocabolario espressioni come segreto, misterioso, nascosto, incomprensibile, oscuro, sconosciuto, occulto e alla riga 23, dopo averli già violentati tutti, non puoi che allungare le mani su mistero.
Mistero
No, quello mai. A quel punto scrivi arcculo. E chiudi lì, con un bel punto esclamativo, ché hai un campo di patate da zappare.
Quando non sai dove andare cammini senza una meta. Ma quando non sai cosa scrivere, puoi scrivere solo
Il Nulla…”

(Il Nulla – prologo)

Così recitavano le poche parole scritte di quel “testo-non testo” che fece tanto parlare di sé, fino ad arrivare sui maggiori blog sulla scrittura e sulla lettura, e a guadagnarsi un trafiletto della Lipperini su La Repubblica del 10/11/2013, versione cartacea, nella rubrica sui libri. E finì lì, nel nulla, per poi tornare qua, con il suo niente da dire che fece tanto pensare e, ammettiamolo, ridere.

Dove lo trovo?

Presto Il Nulla tornerà nella sua versione e-book, e per restare coerente con quella sua avventura, sarà ancora gratuito. Adesso, invece, come avrete capito, lo potrete trovare qua, su T-ShortS, in versione magliette, maglie, felpe. Tutto per voi, da acquistare, perché qui non si regala nulla. A parte, ovviamente, Il Nulla (solo in e-book, però).

A presto con nuove e scoppiettanti novità!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Potrebbe interessarti anche...